L'Ontologia di Lekondo
delle Estetiche della Moda

34 estetiche

L'abbigliamento è espressione senza spiegazione. Influenza come vieni visto e come vedi te stesso. Schemi di gusto, umore, disciplina, eccesso e moderazione si ripetono nel tempo e nelle culture. Questa è la nostra guida per rendere visibile quel linguaggio.

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Militare

Definizione

Lo stile militare è un'estetica che deriva dalle divise e dall'equipaggiamento delle forze armate. I civili lo scelgono per la resistenza dei materiali o per dichiarazione politica. Il trench nasce per gli ufficiali britannici nella Grande Guerra. Il bomber MA-1 appare negli anni Cinquanta per l'aviazione americana. La field jacket M-65 risale al 1965. I pantaloni cargo arrivano negli anni Ottanta. Il guardaroba civile attinge storicamente dai negozi di eccedenze militari. L'estetica si muove tra il rispetto per l'ingegneria tessile e la sovversione del potere. La sartoria navale punta sulla struttura. L'abbigliamento da volo privilegia l'isolamento termico. I capi da campo si concentrano sulla capacità di carico. Nella moda queste tradizioni convivono liberamente. Peacoat e pantaloni cargo formano combinazioni estranee ai regolamenti ma standard nello stile civile.

Grammatica Visuale

Silhouette

  • Spalle strutturate e angolari con mostrine o punti spalla definiti
  • Busto dritto nei capi da campo come la M-65
  • Busto sagomato nei capi navali e da ufficiale
  • Vita regolabile tramite coulisse o cinture interne
  • Pantaloni a gamba dritta con tasconi laterali all'altezza della coscia
  • Giacche tagliate all'altezza dei fianchi per favorire il movimento

Materiali

  • Sateen di cotone per giacche e pantaloni fatigue
  • Nylon ripstop e misti cotone per le uniformi moderne
  • Lana melton per peacoat e cappotti pesanti
  • Gabardine per trench e divise da ufficiale
  • Nylon aeronautico per i bomber MA-1
  • Twill di cotone e spigato
  • Pelle per giacche da volo e stivali
  • Tela di cotone pesante per borse e cinghie

Costruzione

  • Frontale a quattro tasche con chiusura a pattina
  • Patta antivento sopra la cerniera centrale
  • Cappuccio a scomparsa inserito nel colletto
  • Tasche cargo a soffietto
  • Regolazione della vita con coulisse
  • Collo e polsini in maglia per i modelli da aviazione
  • Chiusura a doppiopetto per i capi navali
  • Fodere interne rimovibili
  • Anelli a D su cinture e spallacci
  • Marcature a stencil e insegne di reparto

Colori

  • Olive drab, il verde standard dell'esercito
  • Khaki e tan per i climi desertici
  • Navy blue per le uniformi della marina
  • Nero per le divise formali e l'attrezzatura tattica
  • Coyote brown
  • Mimetico woodland in verde, marrone e nero
  • Pattern DPM britannico
  • Tiger stripe dell'era del Vietnam
  • Arancione internazionale per l'interno dei bomber

Calzature

  • Anfibi in pelle scamosciata o pieno fiore
  • Service boots classici
  • Scarpe da ufficiale lucide
  • Dr. Martens, nate dalla costruzione militare e adottate dalle sottoculture

Logica del Corpo

L'abbigliamento militare è progettato per standardizzare il corpo. Le uniformi impongono una silhouette comune a fisionomie diverse. Spalle strutturate e vita definita creano uniformità visiva. La field jacket M-65 conferisce una forma squadrata a chiunque la indossi. Ne deriva una postura di prontezza e disciplina che persiste anche nell'uso casual.

Esemplari

  • Robert De Niro in Taxi Driver1976La giacca M-65 di Travis Bickle definisce il legame tra il surplus del Vietnam e la figura del veterano isolato nel cinema.
  • The Clash, copertina di London Calling1979L'uso di anfibi e camicie militari collega l'estetica del surplus alla politica del punk rock.
  • Andy Warhol, serie Camouflage1986Warhol trasforma il motivo mimetico in arte pop. Il pattern funzionale diventa pura superficie estetica.
  • Helmut Lang, collezioni tardi anni Novanta1997-2005Lang integra tessuti e proporzioni militari nel lusso minimalista. Il riferimento tattico diventa un vocabolario dell'alta moda.
  • Raf Simons, collezione Riot Riot Riot2001I bomber oversize reinterpretano l'abbigliamento militare come commento sulla protesta giovanile.
  • Kanye West, Yeezy Season 12015Toni della terra e costruzioni utilitarie segnano l'incontro tra estetica militare e streetwear contemporaneo.

Timeline

  • 1914-1918Burberry e Aquascutum sviluppano il trench per gli ufficiali britannici. Al ritorno dal fronte i soldati continuano a usarlo come capo civile.
  • Anni Trenta-1945L'aviazione americana crea le giacche A-2 e B-15 per proteggere i piloti ad alta quota. Nel dopoguerra il surplus inonda i mercati a prezzi bassi.
  • Anni CinquantaIl bomber MA-1 diventa lo standard per l'aviazione. La fodera arancione reversibile serve per le segnalazioni di soccorso.
  • 1965Debutta la field jacket M-65 per il conflitto in Vietnam. Diventa il capo militare più diffuso nella moda civile per via della sua praticità.
  • Anni Sessanta-SettantaI negozi di surplus alimentano le controculture. I movimenti pacifisti e il punk adottano i capi militari come simboli politici e pratici.
  • Anni Ottanta-NovantaIl mimetico entra nel design grafico. Helmut Lang eleva i materiali militari al lusso. In Giappone nascono brand dedicati alla riproduzione meticolosa dei capi vintage.
  • Anni Duemila-presenteI riferimenti militari diventano una costante del design. Junya Watanabe e Christophe Lemaire usano silhouette tattiche. Brand come WTAPS portano il linguaggio militare nello streetwear.

Brand

  • Alpha Industries
  • Buzz Rickson's
  • The Real McCoy's
  • WTAPS
  • Neighborhood
  • maharishi
  • Engineered Garments
  • Nigel Cabourn
  • Helmut Lang
  • Christophe Lemaire
  • Stone Island
  • Burberry
  • Junya Watanabe
  • Ten C

Riferimenti

  • Foulkes, Nick. "The Trench Coat: A Military History." In The Trench Book, Assouline, 2007.
  • Newark, Tim. Camouflage. Thames & Hudson, 2007.
  • Hackney, Fiona. "Surplus Style: Clothing, Counter-Culture, and the Sixties." Textile History, vol. 37, no. 2, 2006.
  • McCauley, Patrick. Government Issue: U.S. Army European Theater of Operations Collector Guide. Pictorial Histories Publishing, 2002.
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